 | |  |  |  |  | La "Gerusalemme" di San Vivaldo |  |
| Le origini (1) |
Per questi motivi Fra Tommaso da Firenze volle fondare quella che fu definita la Gerusalemme della Valdelsa, riproducendo in una serie di cappelle sparse nel bosco attorno alla chiesa i luoghi sacri di Gerusalemme e della Palestina. L’opera fu realizzata in un tempo relativamente breve: tra il 1500 e il 1516 furono erette probabilmente poco meno di 25 cappelle che ricordavano i 34 loci della Gerusalemme della vita di Cristo. Risale al 1516 il Breve di papa Leone X che concesse le indulgenze per i devoti che vi accorrevano numerosi. Fra Tommaso disponeva certamente di informazioni molteplici e precise e probabilmente di un’esperienza diretta , essendo stato a lungo in Oriente, ed era in contatto con Bernardino Caimi che in quegli stessi anni progettava la sua Gerusalemme di Varallo Sesia. Egli scelse il luogo con una tale accuratezza che nel corso di recenti studi è stato possibile verificare tutto il rigore e la precisa intenzione di ricostruire la topografia della Gerusalemme sacra. Egli aveva adottato non l’orientamento astronomico locale, ma quello sacro di Gerusalemme: aveva identificato una profonda forra boscosa posta a est del convento con la Valle di Giosafat, il rilievo che costituiva il margine sud della forra gli poteva apparire come un ideale Monte degli Olivi, mentre verso nord un ripiano naturale rappresentava perfettamente la spianata del tempio: più oltre una collinetta veniva a formare un ideale Monte Calvario. All’interno delle cappelle erano gruppi statuari di terracotta che rappresentavano gli episodi della vita oltre che della Passione di Gesù.
Quando sorse, San Vivaldo, era ubicato in un’area centrale e protagonista dei tempi. Successivamente la zona della Valdelsa perse parte della sua importanza. Questa relativa emarginazione limitò notevolmente quel processo di aggiornamento verso la concezione dei Sacri Monti che invece interessò le altre fondazioni simili. A San Vivaldo questa evoluzione non giunse mai a fargli perdere il suo impianto originario; vi sono intervenute delle modifiche con l’aggiunta di nuove cappelle non legate alla prima ideazione e ne sono state perse altre a causa del terreno umido e franoso, e soprattutto per la mancanza della motivazione a mantenere luoghi divenuti secondari. Abbiamo pertanto la costruzione della cappella dell’Annunciazione, la fuga in Egitto, la Samaritana. I nuovi edifici mirano alla rappresentazione simbolica più degli episodi della vita e della passione di Gesù piuttosto che dei luoghi concreti ove tali episodi si svolsero.
<<...pagina precedente
pagina seguente...>>
| |  |